Modulo 1 Accademia

Il corpo narrativo

a cura di Antonella Di Moia

Oggi parliamo della scrittura in quanto mezzo di espressione artistico. Essa è infatti solo uno dei tanti canali non convenzionali, con cui le persone scelgono di comunicare. Ma come tutte le forme d’arte, questo tipo di comunicazione parte da noi in un modo, e arriva alle persone in modo differente, emozionando comunque.

Come per qualunque forma di arte, ad esempio la musica, va detto che esistono dei parametri entro i quali essere, altrimenti questa comunicazione non arriva. Forse lo scrittore, nell’immaginario, è colui che scrive sotto impulso emozionale, per intero, pagine e pagine finché non finisce il suo libro.

Beh ecco, questa è una leggenda metropolitana per lo più.

In realtà scrivere come si deve passa da quell’idea emozionale e fulminante di cui ci innamoriamo, a un’attenta pianificazione, a tutti i livelli: grammaticale, sintattica, retorica. E premesso che le regole sono indispensabili, vi dico che se non le conoscete come si deve, non saprete romperle quando vi servirà, in favore di un’espressività superiore.

Vi faccio l’esempio di Dino Buzzati, che nel suo racconto “I giorni perduti”, ci mostra la sua maestria e padronanza delle regole, proprio rompendole e usandole per rovesciare ciò che ci diceva due righe prima.

A proposito, vi va di leggere la mia analisi di questo racconto? La trovate qui. E ditemi nei commenti cosa avete trovato, riguardo ciò che vi dicevo poco sopra.

Ma torniamo a noi, e parliamo in termini spicci: a una persona che dovesse iniziare adesso a scrivere, cosa sarebbe utile tenere a mente? Cosa le serve?

  • Una storia in cui crede;
  • Un inizio efficace;
  • Un corpo narrativo montato a dovere.

Ma che cos’è il corpo narrativo?

È quella struttura che ci permette di scrivere la nostra storia. Ma non basta. È molto importante infatti il modo in cui la storia viene scritta. Ad esempio se noi scrivessimo qualcosa del tipo : “Ho un vicino rumoroso”, certamente avremo reso l’idea, ma questa frase, per quanto corretta, comprensibile e completa, non sarebbe abbastanza se volessimo far partire una storia da un vicino del genere.

La scrittura creativa si snoda attraverso due protagonisti principali, lo scrittore e il lettore. Senza lo scrittore la storia non esiste perché non è stata scritta; senza il lettore la storia non esiste perché non viene letta e conosciuta.Il lettore non è una persona che passivamente ingurgita tutto ciò che noi scriviamo. Egli sceglie di leggere, che sia per ammazzare il tempo o per arricchirsi poco importa: legge per scelta. Questo significa che è parte attiva a tutti gli effetti.Ecco perché, è ovvio che non si possa scrivere una storia soltanto dicendo ciò che avviene, ma bisogna MOSTRARLO.

Nel momento in cui il lettore si approccia al nostro scritto, ed essendo parte attiva nel nostro lavoro, è ovvio che abbiamo bisogno di scrivere in modo da catturarlo, emozionarlo , poiché la lettura è partecipazione.Ma come fare per esprimere qualcosa che vogliamo raccontare senza dire in modo diretto? Ovviamente mediante la TRAMA e i PERSONAGGI, che sono il veicolo mediante cui, noi stessi che scriviamo, viviamo la storia, e altresì per il lettore è lo stesso.

Mostrare senza dire consta di una pianificazione, ed è qui che viene in aiuto il corpo narrativo e il modo in cui viene strutturato.

Dicevamo, volete creare una storia? Perfetto.

Da cosa nascono le storie? Dalla rottura di un equilibrio. Dal desiderio di raggiungere qualcosa o qualcuno. Quindi possiamo tranquillamente affermare che tutte le storie partono con un equilibrio che si rompe e sulla ricerca del nuovo equilibrio, e/o altresì, dal desiderio di conquistare qualcosa o qualcuno. Ciò che cattura nella storia è proprio il come questo equilibrio viene ristabilito, e/o come l’oggetto di desiderio viene raggiunto.

Altra cosa importante che muove la storia, sono gli ATTANTI, ossia i ruoli narrativi.

  • Soggetto: colui che vuole l’oggetto o il nuovo equilibrio;
  • Oggetto: ciò che è desiderato;
  • Destinante: chi o cosa rende desiderabile l’oggetto;
  • Destinatario: di solito coincide con il soggetto, perché è colui al quale l’oggetto è reso desiderabile;
  • Aiutante: chi o cosa aiuta il soggetto a raggiungere l’obiettivo.

Il programma narrativo di base (PNb), è il vero motore e fa muovere tutti i personaggi mediante 3 fasi:

  • Inizio: soggetto separato da situazione o oggetto di desiderio;
  • Sviluppo: il soggetto si dà da fare per ottenere ciò che desidera;
  • Fine: il soggetto ottiene ciò che desidera.

A ciò va aggiunto il programma narrativo d’uso, (PNu). Difatti nel costruire una storia, bisogna mettere in atto due programmi narrativi di base, in competizione con loro. In uno il soggetto cerca di raggiungere ciò che desidera, nell’altro viene ostacolato nel riuscirci.

Bene, per oggi è tutto, se vi fa piacere lasciatemi un commento o delle domande, vi rispondo con piacere!