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Il metodo Kipling (5W + 1H)

a cura di Antonella Di Moia

Quando si scrive un testo è fondamentale che sia chiaro di che cosa si sta parlando, di qualunque genere esso sia: progetto, tema, articolo di giornale, racconto o romanzo.  In tutti questi ambiti infatti è importantissimo giungere al lettore in maniera chiara e univoca. Mi rendo conto che molte persone non amano in maniera particolare gli schemi, tuttavia in questo articolo, a parte spiegarvi che cos’è il metodo Kipling, scoprirete di cosa si tratta e i vantaggi dell’applicarlo.

Il metodo Kipling

Partiamo dalle basi, il metodo Kipling, è chiamato così in onore dell’omonimo scrittore anglosassone per via di una sua  poesia all’interno del testo “L’elefantino curioso”:

Ho sei domestici sinceri che mi hanno insegnato tutto ciò che so; i loro nomi sono cosa e perché e quando e come e dove e chi.

Kipling

La maggior parte di voi conosce le cinque W della narrazione o le 5W + 1H. Questa metodologia di lavoro ha origine da Tommaso d’Aquino che fissò gli otto elementi per descrivere l’azione:

  • Chi
  • Che cosa
  • Quando
  • Dove
  • Perché
  • Quanto
  • In che modo
  • Con che mezzi

Le origini

Ma qual è esattamente lo scopo dell’utilizzo di questa tecnica? Originariamente le 5 W venivano utilizzate dai giornalisti per scrivere un articolo. Vediamole insieme.

  • Who – chi. Riguarda il protagonista e in questa fase è importante fissare dei tratti precisi che lo caratterizzino.
  • What – che cosa. È l’avvenimento che muove tutta quanta la storia: cosa è successo? Che equilibrio si è rotto?
  • Where – dove. È il luogo in cui accade la storia. Abbiamo fatto ricerche adeguate? Anche il territorio può rendere più plausibile una storia.
  • When – quando. In che epoca è ambientata la storia, abbiamo preparato ogni dettaglio prima di metterci a scrivere? O metteremo un tavolo da biliardo in un salone di un castello medievale?
  • Why – perché. Per quale motivo i protagonisti agiscono in un determinato modo. Se avete fatto bene la caratterizzazione della prima domanda non avrete problemi a rispondere a quest’ultimo punto.

Ma in realtà alla domanda perché possiamo rispondere in più modi, a seconda dell’interpretazione. Vediamone un’altra.

  • Perché 2. Perché scrivo? Cosa mi spinge a creare questo romanzo o racconto? Qual è il messaggio che mi sta così a cuore e che voglio comunicare e condividere con un lettore?

E ora vediamo l’H

  • How. Come. In che modo? Voglio che il messaggio sia esplicito o tra le righe?

Inoltre non va sottovalutato il fatto che quest’ultima risposta va scritta in base alle altre cinque. A seconda del perché viene fuori il tema della narrazione. Ne consegue un certo tipo di situazione che ha bisogno di un determinato personaggio, (non un personaggio perfetto, ma un personaggio plausibile per la nostra storia, anche questo lo approfondiremo).

Quindi, cosa rispondere all’obiezione di chi scrive per istinto: “Perché dovrei prendermi il disturbo di usare questo metodo?”

«Se un autore non riesce a rispondere adeguatamente alle 5W+ 1H di Kipling, il più delle volte non ha scelto davvero che cosa vuole raccontare, di conseguenza è confuso prima di mettersi a scrivere.»

Antonella Di Moia, OfficinaWeWrite

 Fare una scelta

Avviare la progettazione di un romanzo significa valutare miliardi di possibilità e scegliere la propria. Quindi è importante, prima di iniziare a scrivere avere ben chiaro che cosa si vuole dire e come. Questo metodo serve a questo, e anche ad altro:

  • Aiuta a eliminare il blocco dello scrittore
  • Permette di raccogliere le idee
  • Sintetizza le informazioni importanti
  • Permette di non perdere di vista l’intento originario del progetto
  • Permette di creare incipit efficaci perché abbiamo ben chiaro ciò che desideriamo esprimere (questo merita un articolo a parte che chiamerò “La storia impiccata”. Fa ridere vero? Il suo contenuto invece non sarà affatto divertente: ve lo prometto. ☠️)
  • Avere un quadro chiaro del progetto ci aiuterà ad evitare le incongruenze narrative
  • Psicanalizzare la storia permette di trovare difetti, lacune e zone d’ombra (progettazione narrativa e fase preparatoria)
    • Chi. Ne sono abbastanza del mio personaggio?
    • Cosa. So tutti gli eventi che accadranno?
    • Quando. Ho studiato adeguatamente il periodo storico in cui intendo ambientare il romanzo?
    • Dove. Ho fatto ricerche sul luogo che ho scelto?
    • Perché. Il fulcro che ho scelto per la storia valorizza il messaggio che inizialmente desideravo comunicare?
    • Come. Ho scelto il giusto approccio per valorizzare la narrazione?

Come potete dedurre, non si tratta di cinque domande più una, ma di un intero mondo di cui bisogna essere consapevoli prima di iniziare a scrivere.

D’altronde, secondo voi, avrebbe senso immaginare Di Caprio e la sua gentil donzella che mimano il gesto di volare con atmosfera d’ambiente horror, o cick lit? Quanto meno sarebbe fuori luogo, non trovate? Oppure un vampiro che vive in una casa rosa confetto? Ogni storia ha il suo giusto posto, e con questo non sto dicendo che non potete scrivere un romanzo paradossale, ma che dovete partire con l’idea che sia tale, e non altro, sì.

Proviamo!

Quindi, veniamo noi. Valutiamo subito un punto fermo: in realtà a queste domande potete rispondere in maniera molto sintetica ma non esauriente, almeno in prima battuta. Che cosa significa? Vi faccio un esempio.

What – che cosa – un viaggio

Who – chi – Pinko pallo

Where – dove –Norvegia

When – quando –1999

Why – perché – cerca sua figlia e trova l’amore

How – in che modo – romance (il genere comporta tutta una serie di implicazioni, come ambientazione particolare e da sogno ecc.)

Da queste domande quindi noi sappiamo che il protagonista è in viaggio verso la Norvegia nel ’99, per cercare sua figlia, ma trova l’amore. Tuttavia, da queste domande, non sappiamo nulla del protagonista, possiamo vagamente immaginare la Norvegia, l’anno di ambientazione ci fa già intuire che l’autore dovrà, in qualche maniera, fare riferimento non solo all’anno come numero ma anche alla musica di quel tempo, agli accadimenti di quel periodo storico e quant’altro, per caratterizzare la storia. Sappiamo infine che cerca la figlia ma trova l’amore, ma ci è sconosciuto perché cerca la figlia, come l’ha persa, (non credo l’abbia smarrita in un supermercato o abbandonata in autostrada) e in che modo trova l’amore. Tuttavia, già da questo schema inventato di sana pianta, possiamo evincere almeno un genere letterario predominante. Se rispondere a queste domande ne porta altre, e avrete bisogno di spiegare meglio la trama con una sinossi di progetto, è buon segno.

Apriamo una parentesi visto che molti autori lavorano col self publishing e di conseguenza non hanno bisogno di incasellarsi in un genere letterario predefinito e univoco: sappiate che ogni testo avrà un genere letterario dominante, e il modo in cui questo testo andrà scritto, ha molto a che fare con questo particolare.

Giusto per citare un altro possibile esempio, se invece di un romance desiderate scrivere un giallo, dovrete mettere in conto la struttura ad imbuto, ossia una partenza data dalla morte di qualcuno e dalle esigenze di trovare l’assassino. Di conseguenza l’imbuto altro non è che la miriade di indizi a disposizione all’inizio che pian piano viene sfrondata da chi indaga o dal caso, fino a raggiungere alla pista giusta.

Problematiche

L’approccio alla progettazione di un testo narrativo è qualcosa di molto semplice in realtà, ma è anche vero che nel momento creativo, l’autore, spesso è inebriato dalla possibilità di cambiare percorso in qualunque istante. Alcuni si trovano bene con questo approccio, ma altri rischiano, molti altri, di sfociare nel famoso “Galeone di Dylan Dog”: continuiamo a scrivere milioni di versioni del medesimo libro mentre lo revisionano.

Evoluzione come autori? Noia? Indecisione? Idee per altri libri che si infilano nella storia a cui lavorate da tanto tempo? Incapacità di gestire un unico tema alla volta? Modalità minestrone? La pasta fantasia con cui recuperate gli avanzi in frigo per non buttarli? 🚫🚫🚫

Ci sono diversi fattori da prendere in esame riguardo questo, ma non è questa la sede per una disamina in merito. Posso dirvi, però, che non riuscirete a fare una carbonara con gli ingredienti di una pasta al ragù. Se volete iniziare e finire un progetto narrativo dovete scegliere. Sottolineo che questo non esclude la flessibilità di progetto durante la scrittura, sono due cose differenti.

Conclusioni

In ultima analisi desidero farvi notare che le risposte a queste domande dicono molto di voi, del genere di cui volete scrivere, del vostro stile e del vostro intento. Usare questo metodo mette in gioco il nostro modo di percepire la storia, il nostro punto di vista e il  nostro immaginario. Scrivere una sinossi di progetto senza usare il Kipling ci garantisce un’alta possibilità di fallimento.

Ciò di cui mi preme rendervi consapevoli è che progettare un libro serve a non perdere tempo e di essere più sereni mentre lo si scrive. Goderselo, mentre i si lavora. Già, perché la progettazione non è gabbia, piuttosto è ciò che vi assicura di divertirvi ed emozionarvi senza pensieri mentre scrivete.